
Vertigine e disturbi dell’equilibrio a Torino
La funzione dell’equilibrio è una funzione biologica complessa che dipende dall’ integrazione a livello del sistema nervoso centrale di dati e informazioni provenienti da diversi sistemi sensoriali periferici:
- L’apparato vestibolare : situato nell’orecchio interno ( labirinto posteriore) si occupa di inviare al cervello informazioni riguardanti le accelerazioni lineari, gravitarie e angolari rotatorie informando i centri superiori dei movimenti della testa rispetto allo spazio circostante.
- Il sistema osteo-mio-articolare, propriocettivo, tattile: una serie di recettori situati a livello di tendini, muscoli e articolazioni informano il cervello sulla posizione del corpo rispetto allo spazio e viceversa dandoci il corretto assetto posturale.
- Il sistema visivo-otticocinetico: le informazioni raccolte dagli occhi sull’ambiente esterno, vengono elaborate dal cervello per mantenere la visione nitida e distinta anche di oggetti in movimento, per ricercare nuovi target visivi e per coordinare i movimenti occhio-testa.
- Il sistema uditivo: i suoni percepiti permettono, attraverso una corretta localizzazione delle fonti sonore, di coordinare i movimenti, soprattutto cervicali e del capo, in funzione di una ottimale percezione acustica.
Tutti questi sistemi ed apparati sono tra loro profondamente interconnessi; le informazioni raccolte alla periferia vengono elaborate a livello centrale (cervelletto) e rappresentate in maniera cosciente dal cervello nella corteccia parietale.
Si parla quindi di:
- disturbi labirintici quando la disfunzione è localizzata a livello dei recettori dell’equilibrio dell’orecchio interno;
- disturbi centrali quando le strutture di elaborazione e connessione del sistema nervoso centrale presentano segni di sofferenza per un danno organico e/o funzionale;
- disturbi propriocettivi quando è il sistema muscolo scheletrico, in particolar modo a livello cervicale, ad essere coinvolto nella genesi del disturbo;
- disturbi visivi ed otticocinetici in presenza di alterazioni della vista e dei movimenti oculari.
Le vertigini e i disturbi dell’equilibrio richiedono pertanto un percorso diagnostico spesso complesso che inizia con un esame vestibolare accurato, consulenze specialistiche specifiche e un piano terapeutico adeguato e costruito sulle specifiche esigenze del paziente.
DIAGNOSTICA DEI DISTURBI DELL’EQUILIBRIO
Di seguito riportiamo in sintesi l’iter diagnostico del paziente vertiginoso o affetto da disturbi dell’equilibrio:
Una visita Otorinolaringoiatrica e/o Audiologica, per una prima valutazione clinico-anamnestica, corredata da indagine endoscopica delle vie aeree superiori, da video-otoscopia e oto-microscopia e accertamenti audiologici (esame audiometrico ed impedenzometrico) e vestibolari ( esame vestibolare clinico) di primo livello.
ESAME VESTIBOLARE :
L’esame vestibolare serve a documentare la presenza e l’entità di un danno a carico del sistema labirintico, bilaterale o monolaterale e consiste nell’osservazione del nistagmo (ny), ovvero una serie di movimenti involontari oscillatori degli occhi (mediante gli occhiali di Frenzel o con la registrazione con telecamera : video-oculografia.
Esame Vestibolare clinico: consiste nell’osservazione e nella registrazione di nystagmi spontanei o rilevati in determinate posizioni del capo (ny di posizione) o evocati da manovre di posizionamento rapido (ny di posizionamento).
Esame vestibolare completo: l’esame vestibolare clinico può essere completato con altri test per la ricerca di nistagmi evocati, (da vibrazione, da iperventilazione, da scuotimento del capo) e con l’analisi dell’oculomotricità: consiste in una serie di test che valutano i movimenti oculari di inseguimento, rapido (saccadi) e lento (pursuit), che mantengono fissa sulla retina l’immagine di un oggetto in movimento. Lo studio dell’oculomotricità consente lo studio delle vie vestibolari centrali (tronco dell’encefalo e cervelletto).
STABILOMETRIA statica computerizzata:
Consiste nell’analisi della sottofunzione propriocettiva-posturale attraverso lo studio della posizione del centro di gravità del corpo (baricentro) e dei suoi movimenti di aggiustamento in condizioni basali ed in risposta a stimolazioni specifiche: utilizza la pedana stabilometrica computerizzata, strumento in grado di valutare e quantificare il comportamento del sistema propriocettivo-posturale. Completata da una valutazione clinica posturale serve per studiare la strategia posturale del paziente e quali movimenti esso debba compiere per mantenere l’equilibrio.
• POTENZIALI EVOCATI VESTIBOLARI miogenici cervicali (cervical VEMPs – cVEMPs): si intende la registrazione di un potenziale muscolare, evocabile a livello del muscolo sternocleidomastoideo, in seguito ad una stimolazione acustica. Lo stimolo sonoro, agendo sui recettori del sacculo, determina l’attivazione del riflesso vestibolo-collico e consente lo studio selettivo del nervo vestibolare inferiore.
• POTENZIALI EVOCATI VESTIBOLARI mogenici oculari (Ocular VEMPs – oVEMPs): studiano il riflesso utricolo-oculomotore crociato e, in associazione ai cVEMPs, rappresentano il più valido strumento diagnostico della funzione maculare.
Lo scopo finale di questa complessa ed articolata indagine oto-neurologica e’ quello di analizzare il sistema dell’equilibrio nelle sue diverse componenti e sottofunzioni.
Il percorso diagnostico può essere inoltre completato con ulteriori accertamenti :
– Indagini by imaging : RM , TC, Ecografie, EcoDoppler dei tronchi sovra-aortici, Doppler trans- cranico
– Esami ematochimici, studio del rischio trombotico
– Consulenze medico-specialistiche:
– neurologica
– fisiatrica/ortopedica /chiropratica/osteopatica
– oculistica
– cardiologica
– odontostomatologica
– endocrinologica
– internistica
– psicologica
Terapia della vertigine e dei disturbi dell’equilibrio
Il trattamento delle vertigini poggia le basi sulla definizione stessa di vertigine: più che una malattia, essa si può considerare un disagio, ovvero un sintomo persistente, che può essere correlato a numerose patologie sia di tipo locale che sistemico, e che spesso coinvolge l’assetto psicologico ed emozionale di chi ne è affetto, costituendo in alcuni casi un fattore invalidante per una normale e serena conduzione della propria vita.
Riportiamo di seguito i principali interventi di cui si compone l’approccio terapeutico.
- Trattamenti farmacologici :
La terapia farmacologica esprime la massima efficacia nel trattamento delle forme acute mentre nelle patologie croniche assume un significato prevalentemente sintomatico.
- Trattamenti chirurgici
le più comuni patologie responsabili di una sintomatologia vertiginosa, suscettibili di trattamento chirurgico, sono rappresentate dalle fistole labirintiche, malattia di Meniere, neurinoma del nervo acustico. Sono trattamenti riservati, come visto, a patologie e condizioni cliniche particolari.
- La Rieducazione Vestibolare : il Training di Adattamento Vestibolare
La rieducazione vestibolare è indicata in pazienti con stato vertiginoso cronico (PPPD: Persistent Postural Perceptual Diziness o Vertigine Posturale Percettiva Persistente) esito di labirintopatie periferiche, mono o bilaterali o esito stabilizzato di patologie vestibolari centrali.
Lo scopo degli esercizi e’ quello di realizzare un meccanismo di “tolleranza o adattamento” delle strutture del sistema nervoso centrale che compensi eventuali asimmetrie labirintiche o condizioni di danno delle strutture vestibolari. La rieducazione vestibolare utilizza protocolli di esercizi che stimolano questo meccanismo di adattamento, e tanto più diligentemente e regolarmente questi sono eseguiti, tanto più rapidamente migliora la sintomatologia.
Grazie alla rieducazione vestibolare si favorisce il fisiologico compenso centrale che si manifesterà con un miglioramento della sintomatologia vertiginosa e con un più rapido recupero funzionale.
Il protocollo TAV ( Training di Adattamento Vestibolare) viene definito al termine dell’iter diagnostico congiuntamente dal Medico e dal Riabilitatore in base alle condizioni cliniche appurate. Pertanto ogni scelta terapeutica è definita per favorire le condizioni fisiologiche di adattamento di ogni singolo paziente.
- Counselling Vestibolare
Un’attenta riflessione riguardo l’aspetto di soggettività nella percezione delle vertigini e delle sue ricadute sulla vita quotidiana, unita ai dati che fornisce la ricerca scientifica spinge a considerare la necessità di un arricchimento nel trattamento di questo tipo di sintomo, trattamento che tenga in considerazione non solo la componente somatica della vertigine, ma anche la componente psicologica, intesa nella doppia accezione di possibile fattore scatenante o aggravante la patologia, e di ricadute del sintomo nella vita quotidiana delle persone che ne soffrono.
- Il Follow up
Il monitoraggio nel tempo dei risultati della terapia consente di riprogrammare, se necessario, i protocolli terapeutici e di mantenere il risultato ottenuto, seguendo cosi l’evolversi delle condizioni cliniche ed il ritorno su un piano di stazionario equilibrio.
Vertigine e disturbi dell’equilibrio dal Dott. Tabaro, otorinolaringoiatra a Torino
La Diagnosi e la Terapia dei disturbi dell’equilibrio viene attualmente svolta presso lo Studio del Dott. Tabaro in collaborazione con lo Studio di Scienze Motorie e Terapie Manuali del Dott. Marco Alessandria.